Dal matcha ai cocktail analcolici, sempre più locali aggiungono un pizzico di sale per esaltare i sapori e rendere le bevande più dissetanti. Una tendenza nata fuori dall’Europa e oggi arrivata anche a Londra
Se vi sembra strano mettere il sale in un cocktail o in una tazza di matcha (anche se dovremmo smettere di berlo), preparatevi a cambiare idea. L’ingrediente simbolo dell’estate potrebbe non essere più il ghiaccio, ma un pizzico di sale: sempre più bar lo aggiungono alle bevande per esaltare i sapori e, secondo molti, renderle anche più dissetanti.
In India e Messico lo sanno da sempre, ora anche gli inglesi stanno imparando: le bibite al sale sono reidratanti, dissetanti, un vero toccasana. In un paese come il Regno Unito che per la prima volta si trova ad affrontare un caldo estremo senza essere attrezzato, simili trucchi possono diventare un salvavita.
Perché tutti stanno aggiungendo il sale alle bevande
C’è poi un’altra questione da considerare. La tendenza, sempre più diffusa, a preferire il sapido al dolce, e soprattutto la popolarità dei sali di alta qualità. Non esiste più il sale, ma tante tipologie conosciute anche a livello casalingo. Nei ristoranti e cocktail bar di Londra, intanto, le bevande al sale sono all’ordine del giorno: Vesper, il nuovo locale dello chef Jackson Boxer nell’East London, fa un gin tonic analcolico con sale marino della Cornovaglia. Jikoni, a Marylebone, mescola acqua frizzante, succo di lime e sale nero per un drink dissetante. Intanto, gli appassionati di matcha hanno preso l’abitudine di aggiungere un pizzico di sale in fiocchi a grana grossa alla loro tazza per esaltare di più la sensazione umami.
Dai cocktail al matcha: la nuova tendenza
Le aziende di food & beverage stanno naturalmente cavalcando l’onda. Cameron Malik-Flynn, cofondatore della Malik Acid World, ha creato insieme al bar Ellie’s un cocktail a base di tequila, anguria e soda, completato con una crema vegana al matcha leggermente salata. «Il sale fa emergere il sapore degli altri ingredienti» ha spiegato al Guardian, «si ottengono gusti intensi e il drink risulta più maturo e ricercato».

Bevande più sofisticate, dunque, che mettono al centro uno degli ingredienti più comuni della tavola, che inizia ad avere sempre più seguaci. Basti pensare che ne Il diavolo veste Prada 2, uno dei sequel più attesi di sempre, compaiono due scatole di sale Maldon.
Dalla dispensa alle cucine gourmet
Insomma, il sale sta seguendo la scia di altri prodotti popolari che col tempo sono diventati anche gourmet, come spiega Lisa Harris, co-fondatrice della società di consulenza alimentare Harris and Hayes: «I sali premium stanno facendo il percorso dell’olio extravergine d’oliva, del pesce in scatola e dei legumi in barattolo». Un ingrediente semplice ma speciale, che può fare la differenza: «In un periodo di incertezza economica, un po’ di sale buono rappresenta un piccolo lusso quotidiano che molte persone possono concedersi».
Come sempre, bisogna stare attenti alle dosi: «Meno è meglio» ricorda Malik-Flynn. «Basta aggiungerne un pizzico di troppo e il risultato è disastroso».



