Autrice a Il Libro Possibile: “Si conclude Lolita Lobosco ma in cantiere due nuove serie”
La violenza sulle donne “non è mai cessata.
Anzi, se possibile, in questo momento storico è aumentata, ed arriva spesso dalla famiglia, dalla sfera domestica, da chi invece dovrebbe amarti”. È “un tema che io affronto continuamente nei miei libri, perché anche la lettura può cambiare la percezione delle cose”. Lo dice all’ANSA Gabriella Genisi, parlando del suo nuovo romanzo, ‘Come la rosa. Non dire falsa testimonianza’ (Rizzoli), nato da un vero delitto insoluto, quello della cantante Graziella Franchini, in arte Lolita, piuttosto conosciuta tra gli anni ’60 e ’70 (ha partecipato, fra gli altri a Un disco per l’estate 1969, nel 1973 era in gara a Sanremo, ndr) uccisa a 36 anni nella sua casa a Lamezia Terme, nel 1986.
La scrittrice, protagonista di una conversazione con il sindaco di Bari, Vito Leccese, a Il Libro Possibile, il festival sostenuto da Pirelli, in corso a Polignano a Mare, è anche l’autrice della saga di Lolita Lobosco, da cui è nata la serie per Rai 1 con Luisa Ranieri, diventata una delle fiction più viste negli ultimi anni. Un racconto che, sia sui libri che in tv (quest’estate si gira la quarta e ultima stagione) sta per fermarsi, almeno per ora. “Uscirà un nuovo libro su di lei, il 12/o, nei primi mesi del 2027, quindi avremo ancora un po’ di Lolita – aggiunge l’autrice pugliese -. Io racconto di lei da quasi 20 anni, e sento di volermi cimentare con nuovi personaggi… però mai dire mai. Magari tra qualche anno mi verrà l’idea per una sua nuova storia, Lolita Lobosco potrebbe tornare a bussare alla mia porta”. Al successo letterario del personaggio si è aggiunto quello televisivo: “Gli ascolti che ha avuto la serie mi hanno colpito – sottolinea Genisi -. Penso vengano anche dal fatto che il pubblico si sia riconosciuto appieno nel personaggio. Io incontro tante persone e mi capita, dalle bambine alle donne di 90 anni, che vengano a dirmi di rivedersi in Lolita Lobosco. D’altronde non ho voluto disegnare una Wonder Woman, ma una donna vera con le sue fragilità, complessità, le qualità, i punti di forza, e quella determinazione che caratterizza tante di noi”.
Il legame della scrittrice con il piccolo schermo comunque continuerà grazie a un altra protagonista dei suoi libri, la giovane carabiniera, brillante e un po’ ribelle, Chicca Lopez. “Il nuovo progetto della serie sta prendendo forma, c’è grande entusiasmo. Per la serie di Lolita Lobosco, dopo una riunione iniziale con i realizzatori non ero coinvolta nella scrittura, ma adesso ritengo che una supervisione da parte dell’autrice sulle sceneggiature possa essere utile”. Genisi sta anche lavorando a un altro progetto per il piccolo schermo, “una serie da un soggetto originale realizzato a quattro mani con un altro autore”.
Tornando a ‘Come la rosa’, nel romanzo la scrittrice unisce alla vicenda di Graziella Franchini in arte Lolita, un’altra storia ambientata 40 anni dopo, a Badia Polesine: ne è protagonista Isabella, che affronta ogni giorno un compagno violento. La donna scopre per caso come il destino della cantante si intrecci al suo. “Parlare di violenza sulle donne in un libro può servire a far riflettere le nuove generazioni sui comportamenti e soprattutto sulle modalità delle storie sentimentali” osserva. Certe storie “non le raccontiamo per caso, sono loro che vengono a cercarci in qualche modo. Così mi sono imbattuta in quest’altra Lolita, una cantante che ha anche un certo successo negli anni ’70 – osserva -. Poi come può capitare agli artisti, la sua carriera ha una curva discendente e lei si trasferisce dal Veneto in Calabria dove partecipa spesso alle sagre di paese, alle feste patronali. Qui incontra l’amore, ma viene barbaramente uccisa qualche anno dopo. Il suo omicidio non è ricordato tra i casi eclatanti, perché avviene il 27 aprile 1986, un giorno dopo il disastro di Chernobyl. La notizia dell’esplosione del reattore nucleare ‘si mangiò’ anche tutta la cronaca sui giornali. Così il delitto è passato sotto silenzio: è un caso che non è mai stato risolto. Io ne ho scritto con la speranza possa esserlo: magari anche grazie all’uso di nuove tecniche investigative, che hanno portato a trovare nuove prove in altri casi di delitti avvenuti molti anni fa: spero possa essere data giustizia a questa donna”.
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